I quattrocento colpi
Les 400 coups
Film, Comédie dramatique, 210 minutes, VM, France, 1959
La Nouvelle Vague, se avesse una faccia, avrebbe quella che ha, ma non avendola, pu essere tranquillamente surrogata da quella di Antoine Doinel, al secolo Jean Pierre Leaud. Niente Godard, niente Rohmer, niente stravolgimenti tecnico-erotici, ci che rimane, se un'origine pu essere ricercata al di là di tutto, è il volto di Antoine che cambia attraverso le stagioni della vita, attraverso quel percorso, giunto molto oltre le rivoluzioni stilistiche della Nouvelle Vague, che si conclude, vent'anni dopo, con L'amour en fuite. I Quattrocento Colpi sono il capolavoro che Truffaut ha deciso di dedicare all'infanzia, a quell'età a cui non si pu fuggire. Antoine, piccolo protagonista dalla vita agitata e dissipata, trascurato da una famiglia, satura dagli impegni e dal lavoro, che lo ha reso invisibile per dimenticarsi della responsabilità di mettersi da parte, è la vittima sacrificata sull'altare della mancanza di attenzioni. La sua ribellione rappresenta alla perfezione il concetto di autorità inconsapevole contro cui, più che mostrarsi, è necessario dimostrare la propria esistenza: quindi marachelle, fughe di casa e piccoli furti. Il riformatorio sarebbe (ed è...) la soluzione più logica, se non fosse che la mancanza si è trasformata in bisogno: non riuscendo ad essere visto, inizia a guardare. Si getta verso l'età adulta, attraverso quella volontà ben rappresentata da qualcosa che non c'è mai stato. Durante una partita di calcio nell'istituto dove è rinchiuso, scappa e raggiunge il mare. Il film si chiude tra le onde, come si chiuderà la Prenom Carmen di Godard. Senza un autore, senza qualcuno che possa porsi all'origine di quella libertà. La vita pu cominciare...
Réalisateur: François Truffaut,
Scénario: François Truffaut, Marcel Moussy,
Photographie: Henri Decaè, Jean Rabier,
Son: Jean-Claude Marchetti,
Montage: Marie-Joseph Yoyotte,
Décors: Evein,
Musique: Jean Constantin,
Assistant Réalisateur : Philippe de Broca,
Acteur: Jean-Pierre Léaud (Antoine Doinel), Claire Maurier (Gilberte Doinel), Albert Rémy (Julien Doinel), Patrick Auffray (René), Georges Charlot, Georges Flamant (le père de René)
Partager: